Palazzo del Bosco della Fontana
Situato in una radura in mezzo al bosco, il Palazzo di Bosco Fontana si erge su un erboso spazio rettangolare, delimitato e difeso da un largo fossato. A guisa di piccolo castello, l'edificio possiede agli angoli quattro solide e tonde torrette.Tesi fra l'una e l'altra, i muri maestri ripetono in pianta la figura di un lungo rettangolo. I lati maggiori di tale palazzo presentano ciascuno, al centro, una grande e solenne loggia a tre archi, coronata da timpano e adorna di lisce semicolonne doriche avvinte da anelli, i quali idealmente le tengono fissate al dossale della composizione architettonica, mentre nel timpano finti puntelli sembrano voler evitare il crollo degli spioventi.

Il palazzo fu ideato e costruito nel 1592, grazie all’artista cremonese Giuseppe Dattari, per il duca di Mantova, Vincenzo I, con la funzione di casa di caccia. Infatti entro il recinto del bosco vivevano in gran numero parecchie varietà di animali selvatici.
Il completamento del palazzo fu poi affidato, dal 1595, ad Antonio Maria Viani, anch'egli cremonese, il quale provvide tra l’altro a cingere l'edificio col fossato e con una muraglia, poi andata distrutta.

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